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Benefici nell’ecosistema delle Valli del Mincio con i lavori appena conclusi

Dragati 12mila metri cubi di sedimenti, riaperte 8 rogge, incrementata la circolazione idrica, favorite le specie ittiche autoctone

(Mantova, 14 Gennaio 2017) -

Nelle Valli del Mincio i sedimenti che in molti punti affioravano sul pelo dell'acqua sono stati rimossi lungo 950 metri del tratto principale del Mincio alla confluenza con la fossa Gianesi. Circa 10.000 metri cubi di fanghi sono stati dragati dal fondo di canali e dal letto del fiume, è immessi nelle tre barene di riduzione della fossa Gianesi, realizzate c nel corso dell'anno precedente.   

Ogni barena è in grado di contenere circa 3800 metri cubi di fango ed è stata conterminata con palificata in legno di castagno e georete ritentrice di materiale fine. La barena di mezzo e quella di valle sono state riempite completamente, mentre quella di monte ha ancora una capacità disponibile di circa 1.500 m³ che si prevede di completare con i prossimi finanziamenti. Nei giorni scorsi è anche stato dragato lo sbocco del canale Osone, uno dei principali immissari di apporto di sedimenti nel sistema Valli. Durante la prima fase degli interventi, a inizio 2016, erano stati rimossi ulteriori 2.000 metri cubi nelle canalizzazioni interne e i sedimenti rimossi sono stati depositati a tergo delle sponde, su un'ampia superficie in modo da limitare al massimo l'innalzamento del deposito e quindi facilitare la successiva colonizzazione delle macrofite, che poi è avvenuta con successo

Un'altra azione realizzata ha riguardato la pulizia degli attraversamenti dei canali del Diversivo Mincio in zona Soave. In totale sono state riaperte 8 rogge e si è intervenuto su una nona per la ricostruzione del manufatto. In questo modo acque pure e limpide entrano nel lago Superiore in sponda sinistra. I lavori sono stati svolti dallo studio di ingegneria ambientale Telò con il supporto della ditta Folicaldi, per i mezzi (pontoni, draga, barche con barra falciante ecc.) utilizzati e idonei a lavorare nella zona umida, e fanno parte del maxi progetto "Dalla Terra al Fiume" co-finanziato da Fondazione Cariplo: si va così ad attuare una delle azioni previste dal Contratto di fiume Mincio.

Grazie a questi interventi si sono raggiunti risultati positivi anche per la fauna ittica autoctona. Sono infatti stati incrementati tratti disponibili per la riproduzione del Luccio (Esox lucius) e, con la supervisione della Fipsas, è stata effettuata una reintroduzione mirata di specie ittiche autoctone con l'immissione di 3.500 esemplari di Persico Reale (Perca fluviatilis) e di circa 600 individui semiadulti di Lucci.

Inoltre è stato effettuato il posizionamento di strutture sommerse formate da fascine e ceppaie che, oltre a fornire un habitat ottimale per la fauna ittica, svolgono un'importante funzione antibracconaggio, ostacolando il posizionamento di reti sommerse. Dagli ultimi campionamenti effettuati in collaborazione con la Fipsas è risultato che il numero di individui di Persico Reale quintuplicato rispetto alla fine degli anni novanta, non solo nella popolazione adulta, ma anche e soprattutto nelle nuove generazioni, quindi gli interventi di introduzione di nuovi individui ed il posizionamento delle strutture rifugio-habitat stanno dando il loro risultato.

Per quanto riguarda invece la popolazione di Lucci non ci sono notizie molto confortanti: pur trattandosi di una specie ittica in fortissima contrazione e per questo inserita nelle liste da proteggere, viene costantemente catturato e ucciso. E sono anche altri i rilevanti benefici associati agli interventi e che si possono osservare nel miglioramento della circolazione e della ripartizione del flusso principale delle acque del Mincio. Attualmente, dopo i lavori, la circolazione a valle della fossa Gianesi è migliorata con un flusso incrementato  sia nel ramo principale del Mincio che nei canali interni: si stanno eseguendo, come previsto, i monitoraggi i cui risultati saranno disponibili nei prossimi mesi ma i progettisti sono già in grado di affermare che, indicativamente, la circolazione delle acque è incrementata di un buon 60% .

E sempre quest'anno nella Riserva Naturale delle Valli del Mincio, con fondi regionali, si sono svolti e conclusi ulteriori lavori su una estensione di canneto-cariceto e canali per oltre 30 ettari. Si tratta di aree affidate alla gestione del Parco dall'ente regionale foreste Ersaf - in sponda sinistra Mincio tra le aree a Nord denominate "Bartavello" e "America" e la fossa Gianesi a Sud - sulle quali il Parco, accedendo a fondi di un bando finalizzato al miglioramento della vitalità degli habitat della zona umida, ha realizzato interventi di ripristino e manutenzione di canali per recuperare il naturale apporto d'acqua necessario a flora e fauna acquatica. E' inoltre stata asportata la biomassa depositata sul fondo e sono state realizzate e attivate paratoie. E' anche stato effettuato il taglio di cariceto e canneto, riattivando così la gestione attiva delle aree che era ferma da anni.

Entrambi i progetti erano stati aggiudicati a fine dicembre 2015 e i lavori si sono svolti e conclusi determinando un sensibile miglioramento del delicato habitat della riserva naturale delle Valli del Mincio, lo scrigno di biodiversità più rilevante di Lombardia.  

foto della notizia
La draga al lavoro nelle Valli del Mincio
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Prima dei lavori, uno dei tanti punti in cui i sedimenti affioravano
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Ujna delle fasi di rimozione dei fanghi dal fondo del letto del fiume e dei canali
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